Cronaca

Rapina a Palermo, inseguimento e arresti: due uomini bloccati

5 marzo 2026, 09:57 4 min di lettura Fonte: Carabinieri
Rapina a Palermo, inseguimento e arresti: due uomini bloccati Carabinieri

Inseguimento e arresti a Palermo dopo una doppia rapina a distributori di carburante. Due uomini di 42 e 51 anni bloccati dai Carabinieri. Recuperato parte del bottino.

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Duplice rapina e fuga in auto: Carabinieri bloccano i malviventi dopo inseguimento

Due uomini di 42 e 51 anni sono stati arrestati dai Carabinieri a Palermo martedì 24 febbraio 2026, al culmine di un rocambolesco inseguimento in pieno giorno. I due sono accusati di tentata rapina aggravata, rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. Avrebbero assaltato due distributori di carburante in diverse zone della città, seminando il panico tra gli operatori.

La serie di eventi criminali ha avuto inizio in viale Regione Siciliana sud-est, una delle principali arterie di Palermo. Qui, i due malviventi, già noti alle forze dell'ordine per precedenti, hanno preso di mira una stazione di servizio a marchio ENI. Hanno tentato di rapinare l'operatore di turno, minacciandolo con un coltello. Tuttavia, la pronta e coraggiosa reazione della vittima ha costretto gli aggressori a desistere dal loro intento, impedendo il furto.

Non scoraggiati dal fallimento, i due si sono spostati rapidamente. Hanno raggiunto un secondo impianto di distribuzione carburanti, questa volta situato in via Lanza di Scalea. Con la stessa modalità, brandendo nuovamente l'arma da taglio, sono riusciti a sottrarre circa 400 euro in contanti all'addetto in servizio. Il colpo è stato rapido, e subito dopo i rapinatori si sono dati alla fuga, cercando di dileguarsi nel traffico cittadino.

Per commettere i reati, i due uomini utilizzavano un'autovettura priva di targhe, che erano state occultate all'interno del veicolo. Questo stratagemma mirava a rendere più difficile l'identificazione e a sottrarsi a eventuali controlli. L'allarme è stato lanciato immediatamente dagli operatori delle stazioni di servizio. Questo ha permesso ai Carabinieri della Stazione di Brancaccio di attivare una capillare attività di controllo del territorio.

L'efficacia del coordinamento tra le pattuglie si è dimostrata cruciale. I militari sono riusciti a intercettare il veicolo sospetto lungo viale Regione Siciliana, all'altezza del viadotto Maredolce. Alla vista delle auto dei Carabinieri, i due malviventi non hanno esitato. Hanno accelerato bruscamente, tentando un'ulteriore fuga e dando il via a un inseguimento ad alta velocità.

La corsa si è protratta per diversi chilometri, trasformando le strade di Palermo in un teatro di tensione. L'autovettura dei fuggitivi ha sfrecciato tra il traffico, mettendo a rischio la sicurezza degli altri utenti della strada. Durante questa folle fuga, l'auto dei rapinatori ha anche causato danni a diversi veicoli in sosta, testimoniando la pericolosità della loro azione. I Carabinieri hanno mantenuto il contatto visivo, operando con professionalità per garantire la sicurezza pubblica.

L'inseguimento ha trovato un punto di svolta nei pressi del quartiere Sperone. Qui, i due uomini hanno deciso di abbandonare l'autovettura, ormai impossibilitati a proseguire la fuga su quattro ruote. Hanno tentato di dileguarsi a piedi, dividendosi nella speranza di far perdere le proprie tracce tra le vie del quartiere.

La reazione dei Carabinieri è stata immediata e coordinata. Uno dei due rapinatori è stato bloccato quasi istantaneamente dagli operanti. La sua corsa è stata interrotta pochi istanti dopo aver lasciato il veicolo, senza che avesse il tempo di allontanarsi significativamente.

L'altro uomo, inizialmente riuscito a guadagnare qualche metro di vantaggio, non è sfuggito a lungo alla giustizia. Grazie al tempestivo intervento del personale del Nucleo Radiomobile, giunto in supporto, è stato rintracciato poco dopo. I militari lo hanno individuato presso la sua abitazione, ponendo fine alla sua breve latitanza. Entrambi gli uomini sono stati quindi condotti in caserma per le formalità di rito.

All'interno dell'autovettura utilizzata per le rapine, sottoposta a sequestro, i Carabinieri hanno rinvenuto e recuperato circa 300 euro in contanti. Questa somma è ritenuta parte del provento della rapina perpetrata in via Lanza di Scalea. Il ritrovamento costituisce un'importante prova a carico dei due arrestati.

Oltre alle accuse di tentata rapina aggravata, rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale, uno degli arrestati dovrà rispondere anche di simulazione di reato. È emerso infatti che l'uomo aveva falsamente denunciato il furto dell'autovettura utilizzata per commettere i reati. Il veicolo è risultato intestato alla madre del rapinatore, un tentativo maldestro di sviare le indagini e nascondere le proprie responsabilità. Questa ulteriore accusa aggrava ulteriormente la sua posizione giudiziaria.

L'operazione condotta dai Carabinieri di Palermo, in particolare dalla Stazione di Brancaccio e dal Nucleo Radiomobile, conferma l'efficacia del costante presidio del territorio. La tempestività dell'intervento e la capacità di coordinamento tra le diverse unità operative hanno permesso di interrompere rapidamente un'azione criminosa seriale. Hanno assicurato alla giustizia i presunti responsabili, dimostrando l'importanza della vigilanza e della prontezza operativa nel contrasto alla criminalità.

È fondamentale sottolineare che gli odierni indagati sono, allo stato attuale, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente. La loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale. Sarà definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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