Cronaca

Rapina e inseguimento a Palermo: due arresti tra Brancaccio e Sperone

5 marzo 2026, 08:32 4 min di lettura
Rapina e inseguimento a Palermo: due arresti tra Brancaccio e Sperone

Due uomini, di 42 e 51 anni, sono stati arrestati a Palermo dopo aver tentato e consumato rapine a distributori di carburante. Un lungo inseguimento con i Carabinieri ha portato alla loro cattura tra Brancaccio e Sperone. Recuperato parte del bottino.

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Inseguimento mozzafiato e due arresti a Palermo

Due uomini, di 42 e 51 anni, sono stati arrestati a Palermo dai Carabinieri della Stazione di Brancaccio dopo una tentata rapina e una rapina consumata a due distributori di carburante. L'episodio, avvenuto il 24 febbraio 2026, ha scatenato un lungo inseguimento in pieno giorno che ha attraversato diverse arterie cittadine, culminando con la cattura dei sospetti tra i quartieri di Brancaccio e Sperone.

La vicenda ha avuto inizio in viale Regione Siciliana sud-est. I due malviventi, a bordo di un'autovettura priva di targhe, avevano occultato le placche all'interno del veicolo per eludere eventuali controlli. Il loro primo obiettivo è stata una stazione di servizio “ENI”.

Armati di coltello, hanno minacciato l'operatore di turno, intimandogli di consegnare l'incasso. Tuttavia, la pronta e coraggiosa reazione della vittima ha costretto i rapinatori a desistere dal loro intento, impedendo che il colpo andasse a buon fine.

Non scoraggiati dal fallimento, i due si sono rapidamente spostati verso un secondo impianto di distribuzione carburanti, situato in via Lanza di Scalea. Anche qui, brandendo l'arma da taglio, hanno affrontato l'addetto in servizio.

Questa volta, la rapina è riuscita. I malviventi sono riusciti a sottrarre circa 400 euro in contanti, per poi darsi immediatamente alla fuga a bordo della stessa autovettura.

L'allarme è scattato immediatamente. I Carabinieri hanno avviato una coordinata attività di controllo del territorio, che ha permesso di intercettare il veicolo sospetto lungo viale Regione Siciliana, all'altezza del viadotto Maredolce.

Alla vista delle pattuglie, i due rapinatori hanno tentato una nuova fuga disperata. È iniziato così un inseguimento ad alta velocità che si è protratto per diversi chilometri, mettendo a rischio la sicurezza stradale e coinvolgendo diverse zone della città.

Durante la concitata fuga, l'autovettura dei malviventi ha causato danni a diversi veicoli in sosta, testimoniando la pericolosità e la sconsideratezza della loro azione. I Carabinieri hanno mantenuto la calma, cercando di bloccare i fuggitivi senza mettere ulteriormente a rischio i cittadini.

Giunti nei pressi del quartiere Sperone, i rapinatori hanno abbandonato il veicolo, cercando di proseguire la fuga a piedi e disperdersi tra le vie del quartiere. La loro speranza era di far perdere le proprie tracce.

Uno dei due uomini è stato immediatamente bloccato dai Carabinieri operanti, che lo hanno raggiunto e immobilizzato dopo un breve inseguimento a piedi. L'altro, inizialmente riuscito ad allontanarsi, è stato rintracciato poco dopo.

Grazie al tempestivo intervento del personale del Nucleo Radiomobile, sopraggiunto in supporto, il secondo fuggitivo è stato individuato presso la propria abitazione. La sua fuga è durata solo pochi minuti, grazie alla sinergia e alla rapidità d'azione delle diverse unità dell'Arma.

L'autovettura utilizzata per le rapine è stata sottoposta a sequestro. Al suo interno, i militari hanno rinvenuto e recuperato circa 300 euro in contanti, ritenuti parte del provento della rapina consumata in via Lanza di Scalea.

Nel corso delle indagini, è emerso un ulteriore dettaglio: uno degli arrestati è stato anche denunciato per simulazione di reato. Aveva infatti falsamente denunciato il furto dell'autovettura impiegata per commettere le rapine, veicolo che in realtà risultava intestato alla madre.

I due uomini, entrambi già noti alle forze dell'ordine per precedenti, sono stati arrestati in flagranza di reato e dovranno rispondere delle accuse di tentata rapina aggravata, rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. La loro posizione è ora al vaglio dell'Autorità Giudiziaria.

L'operazione dei Carabinieri di Palermo sottolinea l'importanza del costante presidio del territorio e la prontezza d'intervento delle forze dell'ordine. La rapidità con cui è stato intercettato il veicolo e condotto l'inseguimento ha permesso di interrompere un'azione criminale pericolosa e di assicurare alla giustizia i presunti responsabili, garantendo maggiore sicurezza ai cittadini e agli operatori dei distributori di carburante, spesso bersaglio di tali reati.

È doveroso precisare che gli indagati sono, allo stato attuale, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente. La loro posizione verrà vagliata dall'Autorità Giudiziaria nel corso dell'intero iter processuale e sarà definita solo a seguito dell'eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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